Chi accompagna ogni giorno alunni con bisogni educativi complessi e disabilità sa quanto la relazione educativa sia straordinaria, ma anche fisicamente ed emotivamente impegnativa. Le energie dedicate a sintonizzarsi con l’alunno, decodificare i segnali, impostare tabelle di CAA e gestire i comportamenti disfunzionali richiedono una costante presenza mentale e un’altissima autoregolazione emotiva.
La cura di sé, per gli insegnanti e per tutto il personale scolastico, non è un lusso: è una necessità relazionale. Un educatore regolato rappresenta la più potente ancora di co-regolazione emotiva per l’alunno.
Questa breve pratica, adattata dai protocolli scientifici di self-compassion per i caregiver e orientata al contesto scolastico, è pensata per offrirti un momento di decompressione, stabilità e gentilezza direttamente all’interno delle tue intense giornate a scuola.
Pratica breve di compassione con equilibrio
- Trova radicamento. Assumi una posizione comoda. Appoggia bene i piedi a terra, senti il loro peso e fai due o tre respiri più lenti e profondi del solito. Se ti aiuta, puoi appoggiare una mano sul petto o sull’addome come gesto di presenza e stabilità fisica.
- Porta alla mente la fatica. Evoca un momento scolastico recente che hai vissuto come particolarmente faticoso o frustrante: una difficoltà con un alunno, un’attesa estenuante, un momento in cui ti sei sentito sovraccarico.
- Accogli senza giudicare. Nota semplicemente ciò che provi nel corpo e nella mente: tensione muscolare, stanchezza, ansia, senso di impotenza. Accettalo come parte naturale dell’esperienza educativa di oggi.
- Ripeti lentamente dentro di te.
“Ogni alunno è nel proprio percorso di crescita.”
“Non sono la causa di tutta la sua fatica.”
“Non è tutto nelle mie mani, anche se vorrei aiutare di più.”
“Posso restare presente e offrire ciò che mi è possibile, un passo alla volta.” - Sintonizza il respiro. Concentrati sulla respirazione, coordinando pensieri e flusso d’aria.
Inspirando (porta cura verso di te): “Anche io merito cura e comprensione.”
Espirando (lascia andare la tensione): “Posso essere d’aiuto senza portare tutto il carico da solo/a.”
Mantieni questo ritmo per qualche istante:
• Inspirando: dentro per me — Espirando: fuori per la relazione.
• Inspirando: dentro ascolto — Espirando: fuori presenza.
• Inspirando: dentro gentilezza — Espirando: fuori equilibrio. - Concludi con gentilezza. Ripeti ad alta voce o mentalmente:
“Ogni alunno è nel proprio percorso.”
“Posso offrire supporto senza chiedermi di essere perfetto/a.”
“Anche nei momenti difficili, posso trattarmi con umanità.”
Quando ti senti pronto/a, muovi dolcemente le dita, riprendi contatto con la stanza e riapri gli occhi.
La tabella visiva: uno strumento per l’autoregolazione dell’adulto
Spesso progettiamo agende visive e tabelle tematiche esclusivamente per i nostri studenti.
Tuttavia, la comunicazione visiva possiede una potente forza di ancoraggio cognitivo anche per gli adulti, soprattutto nei momenti di crisi, stress o saturazione sensoriale.
La tabella interattiva sottostante è stata progettata specificamente per supportare la regolazione dell’insegnante durante la pratica di self- compassion. Il Tuo Strumento di Centratura e Regolazione Crea una tabella, nel comunicatore Blu(e) inserendo, per ogni simbolo, un breve estratto di questa guida.

Questa pratica può essere introdotta facilmente all’interno della routine della scuola: all’inizio di un incontro di programmazione, dopo la gestione di una crisi complessa o come momento individuale prima dell’avvio della giornata. Ricorda che l’autoregolazione e la self-compassion non sostituiscono la supervisione professionale, il confronto di équipe o i necessari interventi organizzativi d’inclusione, ma offrono un